Dipartimento di Scienze dell’Educazione

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“Autismo – Università”

Anno di inizio : 2009

Responsabile : Andrea Canevaro

Partecipanti : 1

Enti : 2

Prodotti

Relazioni, Riassunti (abstract)

Descrizione dei prodotti

Il Progetto “Autismo-Università” ha permesso di riflettere su alcuni aspetti che riguardano le persone con disturbi dello Spettro Autistico in età adolescenziale considerando, in particolare, l’ambito dell’istruzione secondaria superiore.
Il progetto inizialmente si proponeva di esplorare possibili percorsi universitari e/o lavorativi per ragazzi/e con le caratteristiche sopraindicate, in seguito ci si è resi conto che non era possibile isolare un periodo anagrafico specifico o considerare un unico contesto (es. scuola – famiglia) ma che si dovesse tenere in considerazione, nell’analisi della situazione e nella successiva progettazione, la logica che abbiamo definito ieri – oggi – domani. Si è cercato quindi di abbracciare un discorso più ampio, partendo dalla situazione attuale della persona per cercare di conoscere (attraverso colloqui informali e interviste strutturate) la sua storia passata.
In ogni situazione osservata, si è quindi cercato di ragionare sulla storia della persona cercando di capire le fasi che hanno accompagnato il suo percorso fino alla maggiore età in un’ottica di progettazione futura e di età adulta.
Avvalendosi di una rete di convenzioni e collaborazioni con diverse realtà provinciali e regionali, il Servizio per gli Studenti Disabili dell’Università di Bologna ha pensato di affiancare ai casi specifici del progetto (seguiti dal Servizio e dal Centro di Documentazione e Integrazione di Crespellano) - altri seguiti dal Presidio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Maggiore di Bologna e casi provenienti dal progetto “Allenamento al lavoro” promosso dall’Ente di Formazione ENAIP di Rimini. Si è pensato quindi di affiancare un contenitore e una metodologia più diagnostica (Presidio Ospedaliero) ad una più didattica, prettamente riferita al sistema scuola, e all’esperienza della Formazione Professionale.
Considerare ambiti diversi rende possibile, a nostro parere, una migliore comprensione degli interventi da mettere in campo e l’opportunità di fornire i soggetti autistici di più strumenti per interpretare i contesti.  


Attualmente è possibile trovare diverse modalità di approccio al soggetto autistico, che fanno riferimento ad altrettante metodologie. Da un lato sono sempre più utilizzate le tecniche mutuate dalla psicologia comportamentale per la modifica di comportamenti socialmente significativi (metodo ABA) associate ad un modello di organizzazione dei servizi che prevede, oltre la presa in carico dal momento della diagnosi e per l’arco di tutta la vita, azioni quali l’ insegnamento attentamente strutturato, programmi educativi individualizzati per gli allievi con utilizzo di tecniche comportamentali, ecc. fino al counseling per i genitori.
Dall’altro lato è possibile invece assistere ancora ad una forma di assistenzialismo che rischia di sottolineare un aspetto di incapacità piuttosto che la prospettiva coevolutiva.
La logica che valorizza l’interpretazione dei contesti, si colloca in una posizione diversa dalle due appena citate: non c’è interruzione del gesto né istruzioni da parte di una figura di sistema. Si tratta di lasciare al soggetto la possibilità di chiedersi: dove sono? Cosa sto facendo?
A questo proposito abbiamo aggiunto alla riflessione l’esperienza della Fattoria Sociale “Conca D’Oro” di Bassano Del Grappa che, applicando una metodologia di lavoro basata sull’osservazione dell’interazione tra operatore e soggetto autistico, valorizza il ruolo del contesto.
La documentazione della Conca D’Oro, ha permesso di capire in che modo, tali osservazioni, offrano diverse possibilità di interpretazione dei contesti.

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E-mail responsabile
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