Dipartimento di Scienze dell’Educazione

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Persone - Temi di Ricerca

Federica Zanetti

Professoressa associata
Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"
Bologna, Italia

Progetti: 11

88Dipendente

1. Le tecnologie nel quotidiano infantile

2. Educazione e app per l'infanzia (progetto EDAPP)

3. Sostegno alla promozione e allo sviluppo della scuola inclusiva in Salvador

4. Il servizio civile dei giovani -Bando straordinario per le zone colpite dal sisma-

5. Teatro ed educazione alla cittadinanza: il teatro per la comunità e l'inclusione sociale

6. Educazione di genere


1. Le tecnologie nel quotidiano infantile

Le famiglie con minori vivono in contesti sempre più caratterizzati dalla presenza di tecnologie e questo produce notevoli cambiamenti nei comportamenti educativi. La ricerca “Educazione e tecnologie nel quotidiano infantile” ha come terreno di indagine le età dell'infanzia (0-11 anni) e come campione i minori dell'Emilia Romagna e della Provincia di Bolzano. Gli strumenti di indagine quantitativi e qualitativi adottati saranno funzionali a descrivere a fondo il fenomeno, rilevare tipologia e qualità dei modelli d'uso degli strumenti digitali dichiarati ed agiti nei contesti infantili quotidiani e proporre interpretazioni e strategie educative.

In particolare la ricerca si propone di:

-rilevare nel quotidiano infantile in ambiente familiare la presenza di tecnologie educative a base informatica;

-classificare le modalità di introduzione di tali tecnologie;

-analizzare l'impatto di queste tecnologie nella vita quotidiana dei minori;

-monitorare pratiche significative di uso educativo delle tecnologie;

-ipotizzare e sperimentare modelli e strategie di gestione dei nuovi ambienti

-elaborare delle linee guida sull'uso delle tecnologie educative successivamente oggetto di percorsi di formazione per educatori e genitori in accordo con il garante dei minori della Regione Emilia-Romagna.

La ricerca, a partire da un'attenta ricognizione della letteratura esistente in argomento a livello nazionale e internazionale, intende attivare una rilevazione puntuale della situazione italiana, con particolare riferimento all'Italia Settentrionale (Emilia-Romagna, Alto Adige) utilizzando strumenti sia quantitativi (questionari a campioni significativi di insegnanti, genitori, rivenditori…) sia qualitativi (interviste a testimoni privilegiati, focus group, case studies…). Inoltre, per quanto riguarda i bambini e le bambine dai cinque ai sette anni si intende progettare diverse modalità di raccolta delle loro dirette opinioni e rappresentazioni (interviste, focus group, strategie ludiche). 

2. Educazione e app per l'infanzia (progetto EDAPP)

La realtà di oggi vede un sempre più crescente numero di bambini, adolescenti, giovani che si confronta quotidianamente con le tecnologie - tecnologie miniaturizzate, portabili, accessibili - a tal punto da poterle definire “protesi tecnologiche”. La facilità con cui si possono gestire tali dispositivi, attraverso l'immediatezza dell'interazione con il touch screen, ne aumenta l'accessibilità da parte dell'infanzia, che ha maggior dimestichezza con il mondo “ridotto in miniatura”, con la vita riprodotta in formato mini.

Davanti a questo scenario, insegnanti e genitori rischiano di trovarsi smarriti, vedendo indebolirsi certezze didattiche ed educative intanto che i bambini e le bambine si avventurano nell'esplorazione di tecnologie digitali, sempre più ricche di applicazioni per iPad e tablet, iPhone e smartphone, disponibili su veri e propri App Store, gratuite o a pagamento, compatibili con diversi sistemi, che occupano già aree di mercato per l'infanzia in grande espansione. Il progetto EDAPP intende indagare un fenomeno in forte espansione nell'ambito della commercializzazione di applicazioni (App) di tipo educativo per device mobili (tablet e smartphone), dirette allo sviluppo cognitivo dei bambini in età prescolare. A tutt'oggi i principali store di applicazioni presenti in Rete (iTunes per Apple, Googlestore per Google e Microsoft Store per MS) consentono la vendita o il download gratuito di App di natura didattica (applicando metodologie ludiche) prestando, troppo frequentemente, poca attenzione alla descrizione delle caratteristiche educative di applicazioni che saranno fruite dai bambini durante il gioco libero. Il progetto si pone l'obiettivo di individuare i principali criteri di analisi di questi software per ipotizzare un modello di “scheda di valutazione" delle singole App utile ad informare, prima dell'acquisto, il bacino potenziale degli utenti interessati (genitori, educatori, insegnanti).

La ricerca sulle App ha l'intento di elaborare e sviluppare un progetto di selezione, recensione e organizzazione razionale delle App per bambini.

In particolare, si pone l'obiettivo di individuare i principali criteri di analisi di questi software per ipotizzare un modello di “scheda di valutazione" delle singole App utile ad informare, prima dell'acquisto, il bacino potenziale degli utenti interessati (genitori, educatori, insegnanti).

Il progetto, infatti, intende fornire agli adulti tutti quei fondamentali supporti che garantiscano qualità e idoneità del prodotto: ogni App selezionata, infatti, avrà una sorta di “bollino di qualità” che ne assicurerà la valenza e la sicurezza.

 

3. Sostegno alla promozione e allo sviluppo della scuola inclusiva in Salvador

 

Il progetto é finanziato dal Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo ed è realizzato dal Dipartimento di Scienze dell'Educazione in partnership con il MINED (Ministero dell'Educazione Salvadoregno). Gli obiettivi principali del progetto sono: 1. promuovere in El Salvador un modello di scuola inclusiva che favorisca l'accesso al sistema educativo di tutti i minori in situazione di handicap e/o di svantaggio psico-sociale; 2. valorizzare il ruolo sociale della scuola attraverso la sensibilizzazione delle istituzioni per l'inclusione sociale di tutti; 3. contribuire a migliorare la qualitá professionale dei docenti. Il progetto prevede la trasformazione di 18 scuole pilota da tradizionali a inclusive attraverso due macro attività:

 - Formazione rivolta ai direttori, vicedirettori, maestri, assistenti pedagogici delle 18 scuole pilota e ai tecnici del Mined centrale, sia attraverso interventi formativi in presenza che in modalità e-learning.

- Realizzazione di un Osservatorio nazionale sulle buone pratiche di educazione inclusiva che riassume in sé 3 funzioni principali: ricercare, documentare, condividere le buone pratiche affinché diventino patrimonio del sistema e tema di riflessione su cui migliorare le politiche educative.
L'approccio metodologico utilizzato é quello della ricerca-azione, ossia l'alternanza di momenti teorici ad altri sperimentali. Parte integrante del processo di ricerca-azione sono i monitoraggi nelle scuole, che hanno l'obiettivo di supportare insegnanti e direttori nello sviluppo delle loro pratiche educative inclusive.

4. Il servizio civile dei giovani -Bando straordinario per le zone colpite dal sisma

Analisi della motivazione, della soddisfazione nei confronti dell'esperienza e del percorso di acquisizione di competenze nel contesto d'intervento
La ricerca è co-Promossa dal Dipartimento di Scienze dell'Educazione - Università di Bologna e dall'Assessorato alla Promozione delle politiche sociali e di integrazione per l'immigrazione, volontariato, associazionismo e terzo settore della Regione Emilia-Romagna.

La finalità della ricerca è fornire un quadro situazionale riguardante alcune caratteristiche del volontariato legate agli aspetti motivazionali, formativi e organizzativi percepiti dai giovani volontari coinvolti nel servizio civile all'interno del progetto indicato, nonché dalle strutture presso le quali avviene il servizio.

L'indagine è rivolta principalmente ai volontari del servizio civile: per alcuni aspetti (a campione) a tutti quelli che hanno fatto domanda e per altri più specifici a quelli che sono stati selezionati. In secondo luogo l'indagine è rivolta alle strutture presso le quali il servizio viene svolto. Il metodo prevede un doppio approccio: quantitativo e qualitativo, secondo i paradigmi del metodo misto (tramite questionari, focus group, interviste).

5. Teatro ed educazione alla cittadinanza: il teatro per la comunità e l'inclusione sociale

La ricerca intende analizzare le dimensioni del “fare teatro” e del “vedere teatro” come possibilità di formazione ed educazione, come tecnica di analisi del sé e dei propri bisogni, come riflessione sulla necessità di portare un cambiamento nella propria vita e nei contesti sociali, come mezzo privilegiato per sapere leggere criticamente un mondo in continuo divenire, relativo e plurale.

In particolare, si intende indagare su:

- esperienze educative in cui il teatro diventa strumento di potenziamento dell'autonomia dell'individuo, di riconoscimento della propria identità, di attivazione di processi di cambiamento e di partecipazione;

-  interventi educativi in cui il teatro, come strumento di mediazione didattica, attivi una prospettiva di empowerment per i soggetti e la comunità e di valorizzazione del confronto con gli altri, della solidarietà e della cooperazione;

La ricerca si propone di mettere in evidenza strumenti cognitivi e metodologici di cui possono avvalersi educatori e/o operatori sociali, culturali e professionali in contesti educativi che richiedono interventi sistemici e problematizzanti nelle carceri, nei centri per persone con bisogni speciali, nei luoghi di accoglienza degli immigrati e dei rifugiati, ma anche nelle scuole e in tutte le agenzie formative che vogliono accettare la sfida al cambiamento.

L'ipotesi del progetto di ricerca concorda con il riconoscere nel teatro un efficace strumento formativo per la trasformazione individuale e sociale e per formare figure professionali in grado di accelerare tali trasformazioni. Un teatro fortemente connesso ad indagare gli scenari contemporanei, ma anche a rivelare e rappresentare la memoria e soprattutto capace di proporre un mondo diverso, un mondo alternativo dove sperimentare pratiche di cittadinanza più eque, sostenibili e solidali. Un teatro che continuamente tesse l'ordito di una riflessione scomoda sul senso della cittadinanza oggi, sul senso della comunità e del bene comune.

L'attività di ricerca si concentra principalmente sul progetto "Teatro e cittadinanza", articolato sulla Summer School "Teatro ed educazione alla cittadinanza", sul Corso di Alta Formazione "Il teatro come strumento per le professionalità educative" e sul "Festival teatrale della cittadinanza democratica", promossi dal Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna e dal Dipartimento della Formazione di San Marino.

6. Educazione di genere

Viviamo in un mondo di donne e uomini, in cui i processi di costruzione della soggettività sono relazionali. Eppure il rapporto tra i generi, nonostante il movimento femminile e le trasformazioni sociali, resta un ambito su cui tenere aperta la riflessione e il confronto. Sono infatti ancora oggi tante le violazioni che donne e bambine subiscono, per il solo fatto di essere femmine.

Si tratta di violazioni dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali che si fondano, nella maggior parte dei casi, sulla discriminazione di genere. La discriminazione può assumere, a volte, aspetti drammatici e sfociare nella violenza, addirittura in una forma di violenza, se possibile, ancora più inaccettabile ed odiosa: la violenza domestica.

Infatti, forme di educazione discriminante rimangono largamente presenti nella trasmissione culturale implicita: sia nelle agenzie educative più informali, quali la famiglia, le associazioni, i luoghi di culto, i mezzi di comunicazione di massa, sia nelle stesse istituzioni scolastiche, attraverso il cosiddetto “curricolo nascosto”, che semplificando si identifica con la suddivisione dei tempi, degli spazi, con le aspettative diverse che gli adulti riservano ai bambini e alle bambine, con i punti focali dell'attenzione che i docenti rivolgono ai loro allievi e alle loro allieve, con il linguaggio stesso dei libri di testo.

Non sfugge certo la grande importanza che rivestirebbe la possibilità per gli insegnanti, gli educatori, gli operatori nei mass media ecc. di usufruire di percorsi di formazione in merito a questo tema e la conseguente capacità degli stessi ad operare concretamente in tutte le principali agenzie formative, sul disvelamento e sulla decostruzione degli stereotipi di genere. La scuola per prima può e deve fare i conti con l'effettiva rilevanza di stereotipi e pregiudizi nel vissuto degli studenti, insegnare a coglierne l'origine sociale e culturale, fornire a tutti e tutte, in chiave sessuata ma non sessista, gli strumenti per una reale uguaglianza delle opportunità: essere, uomini e donne, diversi ma uguali per valore e reciprocamente interagenti nella relazione e nella socializzazione.

 





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