Dipartimento di Scienze dell’Educazione

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Persone - Temi di Ricerca

Giannino Melotti

Professore associato
Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"
Bologna, Italia

Progetti: 1

Settore Scientifico Disciplinare: M-PSI/05 Psicologia sociale

66Dipendente

1-Fattori di rischio e protezione nella vita quotidiana

2-Aggressività e violenza in adolescenza

3-Teoria delle rappresentazioni sociali

 



1-Fattori di rischio e protezione nella vita quotidiana

Con particolare attenzione alla popolazione adolescenziale, ci si propone di affrontare i seguenti specifici temi di ricerca:

Elementi strutturanti della vita quotidiana. Questo tema di ricerca è mirato all'analisi delle influenze sui processi psicologici degli elementi strutturanti della vita quotidiana, routine, rituali e regole, evidenziandone la loro funzione di fattori protettivi o di rischio sullo sviluppo.

Aspetti psicosociali e relazionali in famiglie con figli affetti da malattie emorragiche congenite. Questo tema di ricerca è finalizzato a studiare l'impatto psicologico, sociale e relazionale che la malattia emorragica congenita e la sua cura determinano sulla qualità di vita del paziente bambino e dei suoi familiari, a fronte della constatazione che in età evolutiva la malattia cronica, in particolare quella emorragica congenita (es. Emofilia e Malattia di von Willebrand), comporta quasi sempre problematiche che possono interferire con la qualità della vita del bambino, le sue aspirazioni ed i suoi progetti, condizionandone la crescita e lo sviluppo. 

Solitudine in adolescenza. Nell'ambito di questo tema di ricerca ci si propone di approfondire il significato che viene attribuito in adolescenza all'esperienza solitaria. L'intento è di colmare una lacuna presente nell'ambito della psicologia sociale, la quale si è principalmente interessata allo studio del "senso di solitudine", assunto quale indicatore di maladattamento psicologico, tralasciando la riflessione sui risvolti costruttivi che questa esperienza (solitude) assume durante il processo di sviluppo dell'identità in adolescenza.

Paternità in carcere. L'interesse per questo tema di ricerca nasce da alcune considerazioni sulla legislazione penitenziaria vigente che ci pone di fronte all'evidenza inequivocabile che i contesti all'interno dei quali i detenuti incontrano i propri familiari non permettono al padre recluso di sviluppare e mantenere un "normale" rapporto con i figli. Questo fenomeno è particolarmente rilevante se si considera che in Italia il numero di figli con il padre detenuto è molto elevato: fonti del Ministero della Giustizia indicano che, nonostante l'indulto, al 31 dicembre 2006 i minori con il padre in carcere sono più di 29700. Il lavoro di ricerca svolto si è posto l'obiettivo di descrivere il limitato contesto ecologico nel quale i padri detenuti si sforzano di mantenere i rapporti con i propri figli. Il progetto si è avvalso di una metodologia quali/quantitativa e, attraverso l'ausilio di un questionario eterosomministrato, sono state analizzate non solo le modalità attraverso cui avviene l'interazione durante il colloquio in carcere tra il figlio ed il padre detenuto, ma anche i vissuti e gli stati emotivi-di quest'ultimo.

2-Aggressività e violenza in adolescenza

Dal 2007, in collaborazione con la Provincia di Rimini, è stato messo a punto un progetto di ricerca sul tema della violenza e l'aggressività in adolescenza, con l'obiettivo di ricostruire un quadro dei comportamenti violenti agiti dai minori residenti nel territorio riminese al fine di pervenire ad una base di conoscenza empirica su cui sviluppare future iniziative e attività di prevenzione da promuovere sul territorio.

Allo scopo di dare un quadro sufficientemente ampio e organico del fenomeno, il progetto si propone di indagare il comportamento violento in rapporto al contesto nel quale si modula, alle relazioni che chiama in causa, alle molteplici motivazioni ad esso sottese e al sistema normativo che regola il rapporto dell'adolescente con l'autorità. La metodologia utilizzata prevede un insieme di strategie differenziate che si avvalgono di strumenti sia quantitativi (griglie di codifica di materiale d'archivio, questionari autocompilati), sia qualitativi (interviste e focus group) attingendo a più fonti di informazione: le statistiche giudiziarie, gli adolescenti stessi, adulti impegnati in attività socio educative rivolte ad adolescenti (insegnanti, educatori, allenatori, genitori ecc.), tutori dell'ordine pubblico che durante lo svolgimento delle loro mansioni si sono trovati a dover gestire o contrastare diverse forme di aggressività espresse dai minori.

3-Teoria delle rappresentazioni sociali

La Teoria delle Rappresentazioni sociali costituisce un filo conduttore, trasversale ad alcuni temi di ricerca precedentemente elencati, che ha guidato il lavoro scientifico del Dr. Melotti sulla vita quotidiana e sulla solitudine in adolescenza.

La Teoria delle Rappresentazioni sociali rappresenta, infatti, un paradigma teorico e metodologico "classico" della Psicologia sociale europea in grado di offrire uno schema utile per studiare la costruzione e la trasformazione della conoscenza sociale di gruppi di soggetti che nelle situazioni reali di vita quotidiana si trovano a dover prendere posizione su oggetti sociali per loro particolarmente rilevanti.

Facendo riferimento a questo paradigna teorico e metodologico, il Dr. Melotti sta inoltre collaborando con la Prof.ssa Chiara Berti dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti e Pescara in un progetto di ricerca che ha come oggetto lo studio delle Rappresentazioni sociali del Progetto Genoma Umano (HGP), il cui dibattito, inizialmente noto solamente a una ristretta cerchia di scienziati, a seguito della grande attenzione ricevuta nel corso degli ultimi anni da parte dei mass media, ha dato avvio ad un processo di trasformazione da sapere specialistico a conoscenza del senso comune.

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